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Come iniziare a vendere online

WebSite Blog
Pubblicato da in Guide e consigli · 13 Maggio 2019
«Come si fa a vendere online?» So che vorresti avere una risposta breve, chiara e definitiva. Purtroppo, la miglior risposta che puoi ricevere per una domanda così generica è: “Dipende”.

Dipende, innanzitutto, da cosa intendi per “iniziare a vendere”. In base a cosa vuoi vendere e agli obiettivi di guadagno che ti poni, infatti, si delineano almeno 3 scenari diversi.

  • Vendite occasionali: nuovo e usato da privato a privato
  • Prestazione di servizi: dal favore del vicino di casa al professionista freelance
  • Vendite in negozio: dai marketplace generalisti all’e-commerce di proprietà

C’è poi una nuova frontiera che sta diventando sempre più interessante e che si interseca con i canali più “tradizionali” della vendita online:

  • Vendite sui Social: Facebook, Pinterest e Instagram

Procediamo con ordine e vediamoli insieme.

Vendite occasionali: nuovo e usato da privato a privato

È una situazione abbastanza comune: ti ritrovi con regali che non ti piacciono, mobili ormai inutilizzati, apparecchi ancora funzionanti che non ti servono più. Tutta roba che occupa spazio in casa, di cui ti vuoi liberare se possibile guadagnando dei soldi.

In questi casi, la soluzione è vendere online i tuoi oggetti nuovi o usati: ci sono tanti portali sul Web che, a costi irrisori o anche gratuitamente, ti permettono di farlo mettendo degli annunci, aprendo delle aste e anche aprendo, in pochi click, dei “negozi virtuali”. Per citare solo alcuni tra i siti di annunci più conosciuti:

  • Subito.it: è uno dei siti di annunci più visitati in Italia.
  • Bakeka.it: altro sito famoso con annunci di tutti i tipi, anche di lavoro.
  • Kijiji: parte del gruppo eBay, è un sito gratuito per piccoli annunci.
  • Secondamano: raccoglie annunci per la vendita di cose usate di svariate categorie.
  • Autoscout24: sito interamente rivolto alla vendita e alla ricerca di auto, moto, roulotte e camper.
  • Etsy: specifico per la vendita di prodotti fatti a mano o vintage

Con una veloce ricerca sul Web, troverai decine di altri siti di annunci: da quelli più generici a quelli più specializzati su un determinato settore merceologico. Ciò che li accomuna è la semplicità con la quale, generalmente, puoi aprire un account e creare il tuo annuncio che verrà così proposto a un pubblico veramente molto ampio di possibili acquirenti. Il contatto con le persone interessato è mediato dalla piattaforma così potrai facilmente condurre le tue trattative. A fronte di questi vantaggi, considera che il tuo annuncio sarà in compagnia di tanti altri simili: la concorrenza può essere veramente alta. Per avere più visibilità, magari rimanendo in cima alla lista di annunci di una certa tipologia, potresti valutare di investire una piccola somma di denaro per sponsorizzare il tuo. Ovviamente, tutto dipende da quanta fretta hai di concludere la vendita e da quanto vuoi guadagnare.

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Prestazione di servizi: dal favore del vicino di casa al professionista freelance

Il semplice fatto che tu non abbia dei prodotti da vendere non vuol dire che tu non possa vendere online. Sembra un controsenso ma, se ci pensi bene, non lo è affatto.

Banalmente, invece di puntare a vendere dei prodotti fisici puoi vendere dei servizi. I servizi che puoi offrire e per i quali la gente potrebbe essere disposta a pagarti possono essere i più svariati: dipende tutto da quello che conosci, da ciò che sai fare e da quali sono i tuoi interessi. Certo per proporti come un consulente devi aver un titolo di studio e un’esperienza adeguati ma se vuoi proporti per piccoli lavoretti come dog-sitter o la falciatura del prato ci vuole solo un minimo di attitudine e tempo.

Anche in questo caso, per farti trovare dalle persone che potrebbero avere bisogno di te e dei tuoi servizi, puoi avvalerti di una una serie di siti nati con l’intento di mettere in contatto chi cerca e chi offre lavoro. Per maggior chiarezza distinguiamo tra i siti che aiutano i privati per i piccoli lavoretti  e quelli che si rivolgono ai freelancer.  

Siti di domanda/offerta lavoretti

L’idea alla base di questi portali è quella che dovrebbe muovere le dinamiche del buon vicinato: io, che ho il pollice verde, aiuto il mio vicino con la potatura delle piante e lui, che se la cava con i computer, mi sistemerà la stampante. Ogni portale ha la sua specificità: alcuni mettono in contatto tra loro privati disposti a prestare qualche servizio, altri segnalano dei professionisti, alcuni sono più generici, altri più specifici per determinati servizi. Ecco, allora, alcuni dei portali più noti:

  • Tabbid.com: si presenta come il social network dei lavoretti. Ti iscrivi attraverso Facebook e visualizzi le offerte più vicine.
  • Vicker.org e Localjob.it: ti permettono di cercare professionisti e lavoratori vicino a te.
  • Taskhunters.it: è pensato appositamente per gli studenti alla ricerca di piccole mansioni da svolgere nel tempo libero.

Insomma, se prima ci si affidava alle conoscenze personali, al passaparola o a qualche volantino appeso nelle bacheche, oggi la ricerca di lavoretti è diventata molto più smart: grazie a portali e applicazioni per smarphone trovare un impiego per il tempo libero che ti consenta di arrotondare un po’ le entrate può essere più semplice di quel che sembra. Non ti resta che rimboccarti le maniche e metterti all’opera.

Siti per freelancer

Il numero delle persone che hanno deciso di mollare il lavoro da dipendente per iniziare una carriera da freelancer è in costante crescita: in Europa i lavoratori autonomi rappresentano il 4% della forza lavoro, in Italia ben il 23.8%.

Se anche tu sei pronto per il grande salto, sappi che sono numerosi i marketplace dedicati ai freelancer. Più o meno specifici per diversi settori, queste piattaforme di outsourcing mettono in contatto i professionisti con le aziende, tramite un sistema di candidature. Il cliente decide a chi affidare l’incarico e, approvato il lavoro finale, il freelancer ricevere il pagamento concordato.     

I migliori siti per cercare lavoro come freelance sono:

  • Freelancer.com, Fiverr, WeWorkRemotely: tutte di respiro internazionale, in inglese e con annunci dei più svariati settori.
  • Starbytes, Zooppa: tra le più note e utilizzate in lingua italiana.
  • Speaklike, Textbroker, Melascrivi, TranslatorsCafe: dedicati in particolare ad articolisti e traduttori.

Il consiglio è di dedicare un po’ di tempo alla ricerca della piattaforma più adatta per le tue esigenze, considerando: il tipo di servizio che dai, la quantità di offerte che puoi ricevere, i tempi che dovresti rispettare, i compensi che potresti ottenere.

Questi portali possono rappresentare sia un ottimo trampolino di lancio per chi è ancora all’inizio e deve farsi conoscere, sia una fonte di reddito integrativa per chi è già un professionista affermato.

Il rischio è che nel tentativo di aggiudicarsi un incarico, la tentazione di giocare al ribasso, non solo sul tempo ma anche sui compenso, è alta, a scapito del guadagno finale.

Punta sulla tua immagine e sulla tua professionalità per avere più chances di distinguerti dalla concorrenza e farti scegliere dalle aziende committenti. Crea il tuo brand: avere un sito web, possibilmente con un blog incorporato, è perfetto per spiegare i servizi che offri, dimostrare che sei un esperto in materia e farti trovare, anche al di fuori delle piattaforme di outsourcing, da chi è interessato a ciò che offri.

Vendite in negozio: dai marketplace generalisti all’e-commerce di proprietà

Giunti a questo punto, le cose si fanno sempre più interessanti. Non si tratta più solo di vendere il tostapane che proprio non ti serve, né di “vendere il tuo tempo” trovando un lavoretto per arrotondare nel tempo libero. Si tratta di aprire una vera e propria attività di vendita online, un negozio virtuale in cui proporre i tuoi prodotti fisici e/o digitali.

Puoi intraprendere due strade: vendere i tuoi prodotti attraverso un marketplace, oppure creare ed aprire un tuo negozio di e-commerce. Entrambe le soluzione hanno dei pro e dei contro. In più, a ben vedere, non si escludono a vicenda. Anzi, potresti decidere di intraprendere tutte e due le strade, integrandole in una strategia più ampia.

Procediamo con ordine.

Vendere tramite marketplace

Se non vuoi o non puoi affrontare l’investimento iniziale necessario per sviluppare un tuo e-commerce, ti vengono incontro numerosi marketplace: piattaforme che, raccogliendo tantissimi venditori, si presentano agli occhi degli acquirenti come dei veri e propri centri commerciali online. Alcuni marketplace sono verticali, ovvero dedicati ad una specifica categoria di prodotto, altri orizzontali e generalisti.

Tra i marketplace, i colossi indiscussi a livello mondiale sono Amazon e Ebay. Entrambi si rivolgono a piccole e medie imprese: Amazon può curare anche la logistica; Ebay è diventato famoso soprattutto per il sistema di aste. Se lavori nel settore dell’abbigliamento, invece, puoi inserirti nei marketplace di Zalando o Privalia. Ma ce ne sono molti altri, tra i quali: ePrice, uno dei primi in Italia soprattutto nel settore tecnologia ed elettrodomestici; AliExpress, marketplace cinese proprietà del gruppo Alibaba; Rakuten, colosso giapponese molto ben introdotto nel mercato asiatico. Un altro marketplace molto popolare è Etsy: si differenzia perché permette di vendere solo prodotti fatti a mano o prodotti vintage vecchi almeno 20 anni Etsy ti incuriosisce? Leggi anche [Vendere su Etsy: perché non ti basta ].  

Sicuramente Amazon è ormai il protagonista indiscusso sulla scena dello shopping online: fa numeri da capogiro e la crescita non accenna a fermarsi. Tutti amano acquistare su Amazon perché pare avere qualsiasi prodotto ti venga in mente di comprare e, soprattutto, perché offre un servizio clienti impareggiabile.  

A questo quadro, le ricerche di mercato riguardo alle abitudini di consumo dei compratori online aggiungono dei dati molto interessanti: la gente tendenzialmente cerca i prodotti prima sui marketplaces (il 38%, di cui il 29% su Amazon e il 9% sugli altri marketplaces), poi sui siti dei rivenditori (29%, di cui il 13% nei negozi fisici, il 12% negli eshop privati e il 4% nelle app private) e infine sui motori di ricerca (15%).

Da tutto ciò emerge che decidere di vendere su questi marketplace, Amazon in primis, può essere strategico perché significa godere della loro grande visibilità e del fatto che il traffico che attirano è composto da persone con una forte propensione all’acquisto.

D’altro canto, ci sono delle criticità di cui bisogna essere consapevoli. Innanzitutto, qualunque marketplace richiede il pagamento dei servizi che offre attraverso commissioni sulle vendite che possono essere più o meno alte a seconda della piattaforma e/o del settore merceologico in cui si opera. In secondo luogo, la concorrenza è veramente elevata: come te, molti altri venditori sul marketplace proporranno i tuoi stessi prodotti. L’eventualità di rimanere un venditore tra i tanti, senza riuscire a creare un brand forte, è reale. Ma il limite più grosso è che sarai sempre ospite a casa di qualcuno: dovrai sottostare alle regole imposte e sarai soggetto agli umori dell’algoritmo della piattaforma che, in base a logiche sue interne, stabilirà se premiare i tuoi prodotti piuttosto che quelli dei tuoi concorrenti.

La realtà è che Amazon e tutti gli altri marketplace rappresentano un’opportunità importante ma perché diventino delle reali fonti di guadagno dovrai imparare a conoscerli veramente bene ed impegnarti molto per usarli al meglio.

Aprire un proprio e-commerce

L’alternativa ai marketplace è aprire un proprio e-commerce, l’equivalente online del negozio fisico.
In passato realizzare un e-commerce era molto difficile. L’unica strada era assumere un programmatore che realizzasse il sito e a cui si rimaneva inesorabilmente legati per qualsiasi piccolo cambiamento o aggiornamento si rendesse necessario.

Oggi, invece, esistono altre soluzioni: software e servizi online che permettono, anche a chi non ha particolari conoscenze di programmazione e grafica, di realizzare un sito di e-commerce in maniera semplice e in autonomia. In genere, poi, questi servizi hanno prezzi contenuti e sono scalabili: si può quindi iniziare con un piano base per poi passare a piani più professionali, indicati per business di grandi dimensioni.  

Le principali piattaforme open-source per la creazione siti di e-commerce sono Magento e Prestashop. Entrambe le piattaforme forniscono gli elementi di base per l’e-commerce (temi, catalogo prodotti, carrello, gestione ordini, ecc.), possono essere usate gratuitamente (Magento, oltre alla versione open-source, ha una versione business a pagamento) e offrono numerosi plugin sia gratuiti che a pagamento, molti praticamente obbligatori per avere un e-commerce che funziona bene. In linea generale Magento risulta graficamente meno accattivante e un po’ più complicato da usare ma offre funzionalità molto avanzate e si presta bene per imprese di medio/grandi dimensioni. Prestashop, invece, è più user-friendly ed è più indicato per piccole realtà che si affacciano al mondo della vendita online.

Essendo piattaforme open-source, sia Magento che Prestashop devono essere scaricati e installati, e richiedono un hosting. Se non hai le competenze tecniche per gestire questi aspetti puoi rivolgerti a un’altra categoria di servizi: quella dei CMS (Content Management System) non open-source che comprende soluzioni come Shopify o BigCommerce. Si tratta di soluzioni poco costose e più semplici da usare: il vantaggio che offrono è che permettono di concentrarsi su come realizzare e vendere i prodotti senza doversi preoccupare di svariate questioni tecniche che stanno dietro la realizzazione di un sito web: sono indicati per realizzare un negozio online non troppo complesso.
Infine, una soluzione alternativa ai CMS online è rappresentata da WebSite X5, un software per creare siti web, blog e negozi di e-commerce estremamente semplice da usare. In questo caso, si tratta di un software desktop che non prevede canoni: acquistata la licenza, è tuo per sempre e puoi creare tutti i siti che vuoi, per te, i tuoi amici e i tuoi clienti.

Vendite sui Social: Facebook, Pinterest e Instagram

Non basta avere un negozio - fisico od online, non importa - occorre anche far sapere alla gente che è aperto e che propone prodotti fantastici a prezzi eccezionali. Le strategie per promuovere un negozio di e-commerce sono numerose ma, in genere, in un buon piano marketing non manca mai la parte dedicata ai Social. In effetti i Social, con Facebook in testa, sono un ottimo modo per fare pubblicità: i post sponsorizzati possono servire ad aumentare il pubblico ed incrementare le vendite.

Meno ovvio è utilizzare i Social per vendere in maniera diretta ma Facebook, Instagram e Pinterest hanno ormai sviluppato e messo a disposizione le funzioni necessarie per fare anche questo.

Vendere su Facebook: Marketplace Vetrina

Anche se forse non è la prima cosa per la quale ci salta in mente, Facebook può essere una piattaforma perfetta per permettere sia a privati che ad aziende, di piccole, medie e grandi dimensioni, di vendere online i propri prodotti.
Innanzitutto, grazie alle funzioni introdotte già dal 2016, vendere su Facebook non è così difficile; in secondo luogo, si può contare su un pubblico immenso, semplice da targettizzare e raggiungibile con campagne pubblicitarie a costi ancora relativamente contenuti.

Come privato per creare un annuncio non devi fare altro che aprire Facebook, loggarti e cliccare sulla voce Marketplace che trovi nella barra laterale a sinistra. A questo punto devi  cliccare sul pulsante Vendi qualcosa e inserire tutte le informazioni necessarie per la vendita. Ricorda: le vendite vengono gestite privatamente e gli utenti interessati potranno contattarti per chiedere maggiori dettagli.

Come azienda, invece, devi innanzitutto avere una pagina aziendale su Facebook. Fatto l’accesso alla tua pagina, sempre nella colonna a sinistra trovi il pulsante Vetrina: clicca per entrare nella sezione. Qui trovi tutti i comandi necessari per creare i tuoi prodotti, collegare il tuo negozio di e-commerce e impostare le modalità di pagamento.
Il Marketplace e la Vetrina sono funzionalità free: Facebook non trattiene alcuna commissione. I costi possono invece dipendere dal sisteme di pagamento che scegli di utilizzare: PayPal e Stripe, solo per citare i più noti, ti addebiteranno una commissione per ogni accredito conseguente a una vendita.

Vendere su Instagram

Fondato nel 2010 e acquistato da Facebook nel 2012, nel 2018 Instagram ha superato il miliardo di utenti ed è diventato uno dei Social Network più grandi al mondo, insieme a Facebook stesso e a YouTube.

È quasi inutile dire, quindi, che Instagram può offrire a qualsiasi azienda una grande opportunità per aumentare le vendite e attrarre pubblico. Soprattutto da quando ha attivato la funzione Shopping con lo scopo dichiarato di ridurre il numero di passaggi necessari per gli utenti di Instagram per completare i loro acquisti dopo aver scoperto i prodotti attraverso la piattaforma stessa.  

Dunque, per poter utilizzare Instagram per vendere devi, per prima cosa, aprire un account business: questo tipo di account è riservato alle aziende e necessita di una pagina Facebook di appoggio sulla quale devi aver aperto una Vetrina. È importante fare la sincronizzazione con il negozio di Facebook perché è da qui che vengono presi i prodotti messi invendita su Instagram. Una volta che il tuo account sarà stato verificato, avrai attiva la funzione Shopping e potrai iniziare a taggare i tuoi post per renderli shoppable.

In pratica, caricata una foto e aggiunti didascalie e filtri, potrai cliccare su uno o più prodotti presenti nella foto stessa per associarli ai prodotti presenti nella tua Vetrina Facebook. Al termine, non dovrai fare altro che confermare e condividere.

I tuoi follower vedranno la foto e, se saranno incuriositi da un prodotto, dovranno solo fare tap sopra per visualizzare tutte le informazioni come il nome e il prezzo e, volendo, per portare a termine l’acquisto. Niente di più facile e veloce!

Vendere su Pinterest con i rich pin

Per quanto non faccia i numeri di Facebook e per questo sia ritenuto un Social di nicchia, Pinterest può rivelarsi un sorprendente strumento di vendita e di marketing. La ragione principale sta nel fatto che gli utenti lo utilizzano come un motore di ricerca, soprattutto per cercare cose da fare o da comprare. In più, i dati dicono che la predisposizione all’acquisto è maggiore rispetto a quella che abbiamo su altri social, che la pubblicità è accolta bene e che il tasso di condivisione è alto.

Alla luce di queste considerazioni, Pinterest è indicato sia che tu venda tramite marketplace che tramite un tuo e-commerce.

Come per qualsiasi altro Social, prima di aprire un profilo ufficiale, valuta il progetto con  attenzione. Poniti degli obiettivi e prova a stendere un piano editoriale: devi riuscire ad avere un profilo coerente con il tuo brand e a strutturare bene le tue bacheche.

Ricorda che non puoi semplicemente postare immagini dei tuoi prodotti su sfondo bianco, o comunque poco curate o che non emergono il alcun modo dal feed. Su Pinterest vincono le immagini capaci di ispirare, che insegnano a fare qualcosa o che sanno raccontare una storia.

Per il tuo e-commerce prova il rich pin prodotto. I rich pin sono pin collegati dinamicamente alle pagine di un sito: aggiornando il sito, si aggiorna anche il pin. Nel rich pin prodotto puoi includere, oltre alle consuete informazioni, anche il prezzo e il link diretto alla pagina d’acquisto.

Consiglio finale: qualunque strada scegli, parti dal Business Plan     

Torniamo alla nostra domanda iniziale: «Come si fa ad iniziare a vendere online?». La carrellata fatta ci conferma che non c’è una risposta univoca: ci sono, piuttosto, soluzioni diverse da intraprendere in base al tipo di progetto che si vuole sviluppare e agli obiettivi che ci si è prefissati.

Quindi, soprattutto se la vendita online è o deve diventare il tuo business, prima di imboccare qualsiasi strada prenditi il tempo per analizzare il tuo progetto in ogni suo aspetto fondamentale.

Spesso si sottovaluta la pianificazione ma è molto rischioso. Quello che dovresti fare è scrivere il Business Plan del tuo progetto. Il Business Plan ha valore sia in quanto processo che come documento. In primo luogo, infatti, scrivere il Business Plan è un processo che ti costringe a riflettere a fondo su tutti gli aspetti più importanti dell’attività che vuoi intraprendere: aver pensato prima a tutto ti eviterà spiacevoli intoppi e ridurrà il rischio di fallimento. In secondo luogo, il Business Plan è un documento programmatico, strategico e analitico che ti servirà, tra l’altro, per: mantenere la rotta verso gli obiettivi che ti sei prefissato; identificare i punti di forza e di debolezza del tuo progetto; pianificare budget e tempistiche; reperire finanziamenti e stabilire rapporti con possibili partner.

A prescindere dalle specificità del settore in cui si opera e dalle variabili che entrano in gioco, tutti i Business Plan presentano una struttura simile. Generalmente si inizia con un Executive Summary, ovvero un’introduzione che sintetizza tutto quello che conterrà il documento, permettendo a chi legge di farsi un’idea chiara ed esaustiva del progetto. Dopo l’Executive Summary, si entra nel dettaglio del progetto. In sintesi, alcuni degli elementi più importanti che devi trattare in un Business Plan per un e-commerce sono:

La descrizione dell’impresa

Ha lo scopo di illustrare la natura dell’impresa e descriverne le caratteristiche fondamentali. Parti dalla mission, esponi gli obiettivi di breve, medio e lungo termine, analizza i punti di forza e di debolezza e individua i fattori di successo.

La descrizione dei prodotti/servizi

L’obiettivo è descrivere i prodotti che offri e i piani per il loro sviluppo futuro. Scegliere i prodotti giusti da proporre sul tuo e-commerce è cruciale per il successo della tua impresa: valuta le ricerche che fanno gli utenti, punta sui bisogni che puoi soddisfare e non sottovalutare le mode del momento.

La descrizione del target

Identifica e descrivi il tuo pubblico di riferimento. È fondamentale per calibrare correttamente molti processi come, per esempio, le azioni di marketing e le strategie pubblicitarie. Solo conoscendo il tuo interlocutore saprai cosa proporgli e come farlo nel modo più efficace.

L’analisi del mercato e della concorrenza

L’intento è raccogliere ed elaborare dei dati utili per definire il settore e l’ambiente in cui la tua impresa si colloca. Studiando la tua situazione in confronto a quella dei concorrenti, avrai una migliore comprensione delle dinamiche che guidano il settore in cui vuoi operare e capirai, per esempio, se è necessario correggere la rotta.

La strategia di marketing

Per avere successo, è necessario far conoscere l’e-commerce e invogliare gli utenti all’acquisto. Devi determinare e spiegare, quindi, le strategie che metterai in campo per ottenere questi risultati e, di conseguenza, gli obiettivi che ti sei posto. Lavora sulle 4 leve del Marketing Mix: Prodotto, Prezzo, Punto vendita (distribuzione) e Promozione. Avendo ben presente i bisogni e il target, definisci le attività pratiche di marketing che metterai in atto e raccoglile nel tuo Piano di Marketing.

L’analisi finanziaria

È la parte più impegnativa e potrebbe richiedere l’aiuto di un consulente. In sintesi, ti dovrebbe permettere di stimare i costi, prevedere i guadagni e capire se è necessario trovare finanziamenti.

Porsi queste e altre domande per scrivere un documento che in maniera ordinata illustra e spiega le direttrici del tuo progetto, ti obbliga a prendere coscienza delle potenzialità che potrai sfruttare a tuo vantaggio e delle eventuali criticità che potresti trovarti ad affrontare.

Quest’analisi ti porterà a capire qual’è la strada migliore da intraprendere: potresti scoprire, per esempio, che la vendita su Amazon non esclude quella attraverso un tuo e-commerce proprietario, anzi una potrebbe sostenere e aiutare l’altra. Potresti quindi attivarle subito entrambe o decidere di intraprenderle una di seguito all’altra, come tappe di un piano di sviluppo. Oppure, per il tipo di prodotto che proponi potresti orientarti su marketplace di settore e concentrarti su Social Network di nicchia, che non fanno i numeri di Facebook ma sono decisamente più in target con il tuo pubblico.

Insomma, da un lato il Web offre una vetrina e un pubblico tanto vasto quanto variegato; dall’altro, la tecnologia mette a disposizione strumenti scalabili e performanti: se in te c’è l’animo del venditore, cogli queste opportunità, studia una strategia vincente e costruisci il tuo successo.


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