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4 domande da farsi prima di aprire un e-commerce

Stai pensando di vendere i tuoi prodotti online? È la scelta giusta, se sai che cosa fare.

In effetti, ci sono almeno 4 domande fondamentali da farsi prima di aprire un e-commerce.

Segui la nostra guida e saprai cosa serve per aprire uno store comodo da usare, bello e coinvolgente, a prova di clic e di conversione.
Affronteremo i seguenti argomenti:


Sei pronto?

Come aprire un negozio online? Parti dalla STRATEGIA


La prima domanda che si pone chi vuole aprire un negozio online è: “Come avviare un’attività e-commerce? Come iniziare?”. Ci sono diversi passi da seguire, ma il primo è sicuramente fare un accurato piano di vendita o business plan.

Analizza questi 5 punti:

1. PRODOTTI. Hai un e-commerce monomarca o multimarca, verticale o orizzontale?  Per capire: vendi occhiali di tutte le marche o solo RayBan? Vendi solo jeans o accessori di lusso come borse, foulard e cappelli?

2. TARGET. Chi ti compra? Com’è il tuo cliente? Cheap da “tutto a 1 euro” o chic da Montenapoleone? Immagina i tuoi clienti come i personaggi di un libro e dai loro un volto con le “personas”.

3. GUADAGNO. Quali sono i prezzi, costi, ricavi? Quanto sarà l’investimento iniziale e quando prevedi di rientrare nei costi? Che margine di ricavo prevedi di avere dalla vendita, distribuito nei vari anni?

4. CONCORRENTI. Chi vende oltre a te? Cerca i prodotti che vendi su Google, segna il nome dei tuoi concorrenti e mappali.

5. POSIZIONAMENTO. Come ti distingui dagli altri? In un mondo di pesci rossi, che pesce vuoi diventare? Evita di uniformarti troppo altrimenti non hai vantaggio competitivo, allo stesso tempo evita di essere troppo eccentrico altrimenti sei fuori posizionamento.

Dove vendere online? Scegli la PIATTAFORMA adatta a te


Software o marketplace, CMS o e-commerce proprietario? Il primo punto è conoscere cosa offre il mercato.

Le soluzioni sono essenzialmente di 4 tipi:

1. E-commerce in SaaS (Software as a Service)
2. Marketplace
3. CMS open-source
4. CMS customizzati

1) E-commerce in SaaS (Software as a Service)

  • Soluzioni in cloud “ospitate” sui server delle piattaforme ospiti, a cui si paga un canone di abbonamento. Tra i più noti ci sono Shopify o Storeden.
  • PRO: sono molto semplici da usare.
  • CONTRO: hanno poche possibilità di personalizzazione. Una buona alternativa a questo tipo di soluzione è l’utilizzo di un software builder + spazio hosting con il tuo dominio proprietario.

2) Marketplace

  • Sono come degli enormi e-commerce multimarca, generalisti come Amazon o specializzati come piattaforme di distribuzione online, o in particolari nicchie di mercato come Etsy, l’e-commerce dell’artigianato homemade.
  • PRO: facilità di utilizzo, costi a consumo, alti volumi di traffico.
  • CONTRO: hai poca riconoscibilità (ci si ricorda di Amazon, più che dei singoli merchant).

3) CMS open-source

  • Applicazioni web con codice di sviluppo aperto e accessibile a tutti (“open”, da cui il nome “open-source”), come WooCommerce, PrestaShop e Magento.
  • PRO: hanno costi di avviamento contenuti e grosse community di riferimento.
  • CONTRO: non sono così semplici da gestire e spesso richiedono l’installazione di diversi plugin che appesantiscono i tempi di caricamento.

4) E-commerce customizzati

  • Applicazioni web con codice di sviluppo proprietario.
  • PRO: utili se hai in mente particolari personalizzazioni non vuoi “copiature" da altri.
  • CONTRO: richiedono competenze di programmazione e sono spesso molto costosi.
Dopo aver preso confidenza con le diverse tipologie di e-commerce, devi capire cosa serve a te:

  • di quanto spazio hosting avresti bisogno? Il costo è incluso in quello della piattaforma oppure no?
  • Quanto è grande e complesso il catalogo?
  • Che tipo di template grafico vuoi adottare?
  • Necessiti di personalizzazioni?
  • La piattaforma permette l’integrazione con gli altri sistemi, tuoi o dei fornitori, per la gestione del database clienti, i listini dei prodotti, la gestione della logistica?
  • La soluzione è scalabile nel tempo?

Poniti queste domande, ti aiuteranno nella scelta. Ti risparmierà un sacco di sudori freddi e potrai così essere sicuro che sia tutto a posto prima di pubblicare il sito negozio online.

Come promuovere l’e-commerce? Testa il MARKETING


L’e-commerce è un sito particolare, con un sacco di prodotti o servizi da vendere. Qual è la strategia migliore per promuoverlo?

Prova questi 3 tipi di strategia che puoi mettere in pratica subito: stiamo parlando di retargeting, Google Shopping e DEM.

1) Retargeting: se mi (ri)conosci, ritorni

L’utente visita il sito. Se ne va senza aver concluso l’azione. Tu lo corteggi e ti “riproponi” (re-target) con un annuncio mirato.

Se la legge dell’attrazione funziona, l’utente clicca sull’annuncio, torna sul sito e completa l’acquisto.

2) Google Shopping: acquista in un clic


Google Shopping è il primo tipo di soluzione CPC (cost per click) sicuramente da considerare per chi ha un e-commerce. Come AdWords, si tratta di “keyword advertising”, una sorta di asta per parole chiave per cui tu paghi per mostrare il tuo annuncio quando l’utente digita determinate parole (dette, appunto, keywords).

Per diventare un guru segui i consigli di Bigcommerce.com e non dimenticarti di impostare gli annunci direttamente sulle schede prodotto!

3) DEM: comprami fermo posta

L’email marketing è morto, viva l’email marketing. Tra alti e bassi, l’email marketing e le DEM (le mail pubblicitarie), rimagono un punto cruciale per promuovere l’e-commerce. La sfida? Attivare una strategia di email e riuscire a mantenerla nel tempo.

I consigli PRO per le DEM? Raccogli i contatti che hai già in casa, suddividili in liste, differenzia i messaggi in base alle liste: questa, in estrema sintesi, è la strategia vincente che suggerisce H-Farm.

Come essere in regola? Segui la NORMATIVA


Non vuoi rischiare una multa salata perché non hai la partita IVA nel footer, vero?
Quello sugli aspetti contabili e fiscali per poter aprire un e-commerce è il dubbio dei dubbi, soprattutto in un paese come l’Italia dove la legislazione spesso risulta poco “digitale” per concezione, norme e nomi.

Le domande più diffuse sono:

1. Si può aprire un e-commerce senza partita IVA?
2. Quali sono i dati fiscali obbligatori da inserire nell’e-commerce?
3. La fattura è obbligatoria?
4. Come si gestisce la privacy?

1) Si può aprire un e-commerce senza partita IVA?

  • Sì, ma solo se si tratta di vendita occasionale – ad esempio la mountain bike usata tramite eBay, non regolare nel tempo e con ricavi inferiori a 5000 euro l’anno.
  • Nel caso in cui la vendita sia regolare e la previsione è di superare i 5000 euro annui, allora è obbligatorio aprire partita IVA e aprire una posizione presso l’INPS.

2) Quali sono i dati fiscali obbligatori da inserire nell’e-commerce?

Se sei un libero professionista con partita IVA:
  • Partita IVA
  • Ordine professionale di appartenenza e numero di iscrizione – se iscritto a un albo.
  • Titolo professionale (ed eventualmente lo Stato in cui si è ottenuto).

Se sei una Società (Spa, Srl, Srls, Sapa):
  • Indirizzo della sede legale della società
  • Numero REA e ufficio del Registro delle Imprese presso il quale la società è iscritta
  • Capitale sociale interamente versato
  • Indicazione se la società è a socio unico (per Spa e Srl)

Per approfondire: Sito web: quali dati sono obbligatori?

3) La fattura è obbligatoria?

Dipende dai casi:
  • Se si tratta di vendita tra aziende (e-commerce B2B) la fattura va emessa sempre.
  • Stessa cosa se il cliente ha una partita IVA e richiede fattura (lo dice l’articolo 22, comma 1, del DPR n. 633/72).
  • Nel caso della vendita diretta - senza spedizione, ad esempio per file scaricabili come gli ebook basta far avere al cliente i dettagli dell’ordine e registrare la vendita nel registro dei corrispettivi.
  • Se si tratta di vendita indiretta con spedizione, puoi emettere fattura accompagnatoria (chiedendo al cliente il codice fiscale) o bolla d’accompagnamento (che non richiede il codice fiscale del cliente).



4) Come si gestisce la privacy?

Considerando che sono “dati personali” tutte le informazioni che consentono di identificare una persona fisica e che la legge tratta come trattamento dati personali anche il monitoraggio della navigazione dei nostri utenti, ogni e-commerce deve avere:

  • La pagina di privacy e cookie policy con le informazioni oggetto di trattamento.
  • Il banner per l’uso dei cookie - evidenzia che proseguire la navigazione è un’indicazione automatica di consenso e contiene un link alla pagina di privacy e cookie policy.
  • La specifica dei 3 livelli di privacy nella pagina privacy e cookie policy e ovunque si chieda il consenso dell’utente:
    • Livello 1: utilizzo dei dati finalizzato solo alla vendita del prodotto (per svolgere correttamente il tuo servizio, dunque)
    • Livello 2: utilizzo dei dati per finalità commerciali – che includono DEM, profilazione, retargeting
    • Livello 3: utilizzo dei dati per cessione del database a terzi
  • La possibilità per l’utente di scegliere a quale dei 3 livelli privacy dare il consenso, selezionando il flag in tutti i luoghi dove si chiede il suo consenso; attenzione che il flag non può più essere preselezionato.
  • Il riepilogo delle informazioni dell’ordine per procedere all’acquisto, con l’esplicita richiesta di consenso.

Conclusioni


Business plan? Fatto. Analisi dei concorrenti e posizionamento? Fatta. Scelta della piattaforma? Fatta. Check all’e-commerce? Fatto. Leggi rispettate? Fatto.

Non ti manca niente per avere un e-commerce di successo, veramente da brivido. Brividi belli, però!
    Scarica l'articolo in pdf: Vuoi aprire un sito e-commerce da brivido? Ecco le domande che dovrai farti

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