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Il World Wide Web Consortium, meglio noto come W3C, è un consorzio internazionale senza fini di lucro che opera dal 1994 con l'obiettivo di definire linguaggi e procedure standard che favoriscano e guidino lo sviluppo del Web.
In seno al W3C, i gruppi di lavoro della sezione Web Accessibility Initiative (WAI) hanno prodotto una serie di raccomandazioni tecniche con lo scopo di fornire agli sviluppatori gli strumenti per rendere accessibili i contenuti del Web, i programmi per navigare in Rete e i programmi per produrre e pubblicare contenuti. Nello specifico, le raccomandazioni su come creare siti Web accessibili sono raccolte nelle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG), quelle inerenti ai programmi per navigare sono presentate nelle User Agent Accessibility Guidelines (UAAG), e quelle per i programmi di sviluppo sono inserite nelle Authoring Tool Accessibility Guidelines (ATAG).
La versione delle WCAG a cui fare riferimento è ancora la 1.0, rilasciata nel 1999, anche se attualmente è in fase avanzata di elaborazione la versione 2.0, consultabile come bozza di lavoro.
Nello specifico, le WCAG 1.0 presentano 14 linee guida ciascuna delle quali è articolata in una serie di punti di controllo (checkpoints) che indicano come orientarsi in circostanze specifiche. A ciascun punto di controllo è assegnato un diverso livello di priorità, in base all'importanza che gli viene riconosciuta ai fini dell'accessibilità:
E' importante sottolineare che l'esposizione dei bollini di conformità è affidata esclusivamente all'onestà degli sviluppatori: non esiste infatti un organo di controllo che verifichi la corrispondenza tra i bollini esposti e l'effettivo grado di accessibilità delle pagine a cui cui fanno riferimento.
Scorrendo le raccomandazioni delle WCAG 1.0 si ricava, però, che mentre le prime 11 si pongono l'obiettivo di garantire che i contenuti delle pagine Web possano essere fruiti senza perdita di informazione per mezzo dei più diversi dispositivi di navigazione e si traducano nella pratica in interventi sul codice, le ultime tre linee guida si pongono, invece, l'obiettivo di rendere i contenuti più comprensibili e navigabili e tali risultati richiedono competenze che vanno oltre gli aspetti tecnici. Questo significa che ai fini della validazione si può ricorrere a strumenti automatici ma rimane comunque sempre necessaria una revisione umana.